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Massimo Zaurrini
Il discount dei legionari


Vengono dalle isole Fiji, dall’Uganda, dal Perù, dal Kenya e dal Cile e da moltissimi paesi del Sud del Mondo: sono i “contractors” che lavorano in Iraq ingrossando le fi le di quella sorta di “Legione Straniera” privata che ormai rappresenta la seconda forza belligerante nel paese, dopo l’esercito statunitense. Attirati da promesse di stipendi elevati rispetto agli standard della nazione di provenienza, a volta imbrogliati, questi militari, ex-militari e poliziotti rappresentano il grosso della truppa ...


Pino Arlacchi
Cinesi Un pianeta da conoscere

Si può parlare di una minaccia criminale che incombe sulle Olimpiadi del 2008 in Cina? Nel corso di questa analisi cercherò di dare una risposta precisa alla domanda. Vorrei iniziare, però, infrangendo un’antica regola orientale. Esporrò cioè il nodo centrale della mia argomentazione all’inizio e non al termine di queste pagine. Il motivo della mia scelta è semplice: se da un lato ritengo altamente improbabile un attentato criminale in .
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Percorsi islamici
Oggigiorno sembrerebbe che tracce di al-Qaida possano essere rintracciate ovunque in Africa: in Somalia, il Governo Federale di Transizione, gli etiopi e gli Strati Uniti sostengono che l’escalation dell’insurrezione si debba imputare ad al-Qaida, per non parlare dell’accusa che attivisti dell’organizzazione abbiano trovato rifugio ...


I Mullah di Omar
Mansoor, cinquant’anni, ex maggiore dell’esercito afghano, ora anziano agente segreto per l’esercito americano, sposta il suo kalashnikov a canna corta da una spalla all’altra. Ha una folta barba scura, indossa un turbante nero a strisce argentate e un pa­tou, un leggero mantello di lana, sulle spalle. Sotto a questo nasconde il suo fucile


Seconda posizione
Dopo il ritorno in azione delle Brigate Rosse - per la costruzione del Partito comunista combattente, che il 20 maggio del 1999 assassinarono a Roma il professor Massimo D’Antona, molte indagini e inchieste giudiziarie sono state aperte nei confronti dei


US Army Abu Ghraib
Il rapporto Usa sulle torture contro i detenuti


Nell’inferno

Proponiamo di seguito ampi brani di un “memorandum per il capo di Stato maggiore dell’Esercito” degli Stati Uniti sulla questione degli abusi nelle carceri militari americane in Iraq e Afghanistan.


Gian Carlo Caselli
Resistenza e Kamikaze

La linea di confine tra gruppi del terrorismo internazionale e guerriglia armata: profili normativi

I drammatici episodi di terrorismo internazionale verificatisi nell’ultimo quinquennio hanno posto i paesi occidentali di fronte all’esigenza di approntare degli strumenti volti ad arginare un fenomeno, he, coinvolgendo vari Stati, deve essere affrontato in una dimensione sovranazionale. Proprio per tale motivo sono state sottoscritte varie convenzioni internazionali,


Calipari, in Parlamento
Eroe nazionale è una bella espressione, soprattutto quando la straordinarietà di un gesto, di una condotta, dell’umanità nella vita e nel lavoro è percepita come tale dalla gente. Da tutta la gente. Eroe nazionale sul serio, dunque.
Questa espressione, però, rischia non solo di suonare vuota, ma di diventare una vera e propria beffa se rimane confinata unicamente

La minaccia fondamentalista e le responsabilità degli Stati Uniti
Dopo l'11 settembre, gli sviluppi della politica estera statunitense sono stati indicativi della percezione che l'America ha di se stessa, del mondo esterno e in particolare dei mondi arabo e islamico. Questo tipo di percezione, nato una decina di anni fa, ha niziato ad assumere una forma concreta dopo gli attacchi. Si basa fondamentalmente sull'idea

Ora la Siria trema per Hariri
L’attentato che lo scorso 14 febbraio ha spento la vita di Rafik Hariri e di altre 22 persone non avrebbe potuto essere compiuto se non da un gruppo organizzato e di grande capacità operativa. È questa la conclusione cui è arrivato il rapporto sulla morte dell’ex premier libanese, presentato dall’incaricato Onu, Detlev Mehlis, e accolto ...

Siria: si stringe il cerchio attorno al regime
Ostacolo alla democrazia. Così l’amministrazione Bush definisce il regime siriano di Bashar al-Asad. Il figlio di Hafez non ha avuto vita facile da quando nel 2000 ha preso il posto del defunto padre: ha dovuto far fronte a un crescente malcontento interno, ha abbandonato il Libano e ora è accusato di continuare a favorire l’ingresso di insorti in Iraq. Un’escalation che piazza un grosso punto