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Percorsi islamici

Analisi dettagliata della presenza di matrice estremista in Africa tra affiliazioni presunte e vere


Oggigiorno sembrerebbe che tracce di al-Qaida possano essere rintracciate ovunque in Africa: in Somalia, il Governo Federale di Transizione, gli etiopi e gli Strati Uniti sostengono che l’escalation dell’insurrezione si debba imputare ad al-Qaida, per non parlare dell’accusa che attivisti dell’organizzazione abbiano trovato rifugio in Somalia nascosti da musulmani. Dall’altro lato del continente, al-Qaida nel Maghreb Islamico ha rivendicato la responsabilità dei due attentati di Algeri dell’11 aprile, compiuti con l’esplosione di autobombe, una diretta contro l’ufficio del Primo Ministro e l’altra contro una stazione di polizia. Nessun gruppo ha invece rivendicato gli incidenti di Casablanca del 14 aprile, in cui dei kamikaze avevano preso di mira, senza successo, il Consolato e il Centro Culturale americano solo quattro giorni dopo che un altro gruppo di kamikaze si era fatto saltare in aria in uno scontro con la polizia cittadina. Benché nessun gruppo abbia rivendicato gli incidenti del Marocco, sembrerebbe che insieme agli attacchi dell’Algeria, che hanno provocato la morte di 33 persone e il ferimento di più di 330, pongano i Paesi del Maghreb di fronte ad una grave minaccia rappresentata da gruppi militanti regionali alleati con al-Qaida.