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Il discount dei legionari

I paesi poveri costituiscono un ampio e prezioso bacino di combattenti a basso prezzo

Vengono dalle isole Fiji, dall’Uganda, dal Perù, dal Kenya e dal Cile e da moltissimi paesi del Sud del Mondo: sono i “contractors” che lavorano in Iraq ingrossando le fi le di quella sorta di “Legione Straniera” privata che ormai rappresenta la seconda forza belligerante nel paese, dopo l’esercito statunitense. Attirati da promesse di stipendi elevati rispetto agli standard della nazione di provenienza, a volta imbrogliati, questi militari, ex-militari e poliziotti rappresentano il grosso della truppa impiegata per le strade di Baghdad, di Mossul, di Bassora o di Tikrit dalle numerose aziende private di sicurezza. Li potete incontrare ai valichi di ingresso della zona verde o a presidiarne il perimetro, oppure impegnati nello scortare i convogli diretti nelle zone più delicate del paese. Reclutati da succursali locali di grandi aziende militari private o da una costellazione di fi ttizie società intermediarie, questi uomini passano spesso attraverso un vero addestramento militare formale in campi clandestini in giro per il mondo prima di essere spediti a combattere tra il Tigri e l’Eufrate. Vittime senza nome e invisibili del conflitto iracheno, il numero stesso di questi uomini è sconosciuto: infatti solo le aziende contractor di primo livello - ovvero quelle che per prime hanno stipulato un contratto con il Dipartimento della Difesa americano o con gli altri organismi americani - sono tenute a comunicare il numero di uomini utilizzati, per tutte le altre società non c’è nessun obbligo. Reclutati spesso per lavorare come “guardiani” presso qualche struttura, questi nuovi legionari, come racconta uno di loro, finiscono per essere usati come “carne da cannone” in prima linea e per essere identificati come parte integrante dell’esercito occupante che nel 2003 ha invaso l’Iraq. Tra loro si trovano tanti civili, ma anche molti appartenenti a corpi speciali coinvolti nei crimini più brutali commessi dalle dittature latinoamericane o i richiestissimi serbo-bosniaci che assediarono Sarajevo, per non parlare poi degli agenti
e i soldati sudafricani forgiati negli anni dell’apartheid o i colombiani induriti da 40 anni di guerriglia nelle foreste del sud.