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Siria: si stringe il cerchio sul regime


Ostacolo alla democrazia. Così l’amministrazione Bush definisce il regime siriano di Bashar al-Asad. Il figlio di Hafez non ha avuto vita facile da quando nel 2000 ha preso il posto del defunto padre: ha dovuto far fronte a un crescente malcontento interno, ha abbandonato il Libano e ora è accusato di continuare a favorire l’ingresso di insorti in Iraq. Un’escalation che piazza un grosso punto interrogativo sul futuro del regime di Damasco,da alcuni osservatori dato ormai per spacciato. Solo una questione di tempo, poi Bashar - e il gruppo al potere da lui rappresentato - sarà costretto con le buone o con le cattive a lasciare il passo a una nuova classe dirigente. In questo momento sembra che le sorti della famiglia al-Asad passino per Parigi: nel corso di alcuni incontri informali, diplomatici di Arabia Saudita, Stati Uniti e Francia insieme ad “attori interessati” hanno abbozzato ipotesi e disegnato futuri scenari. Tra i nomi che si fanno da tempo per la successione a Bashar ci sono quelli di Abd al-Halim Khaddam e di Hikmat Shihabi: il primo è l’ex vice-presidente siriano, il secondo è l’ex capo di Stato maggiore. Entrambi potrebbero essere coinvolti all’interno di uno stesso progetto politico, anche se Khaddam - per il suo passato e per motivi anagrafici - difficilmente sarebbe ben accetto nella nuova Siria. Restano i dubbi sulle modalità del “cambio di gestione”: ma è probabile che molto presto vedremo il varo di sanzioni economiche.