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Focus

di Moshe Terdman
Percorsi islamici

Oggigiorno sembrerebbe che tracce di al-Qaida possano essere rintracciate ovunque in Africa: in Somalia, il Governo Federale di Transizione, gli etiopi e gli Strati Uniti sostengono che l’escalation dell’insurrezione si debba imputare ad al-Qaida, per non parlare dell’accusa che attivisti dell’organizzazione abbiano trovato rifugio in Somalia nascosti da musulmani. Dall’altro lato del continente, al-Qaida nel Maghreb Islamico ha rivendicato la responsabilità dei due attentati di Algeri dell’11 aprile, compiuti con l’esplosione di autobombe, una diretta contro l’ufficio del Primo Ministro e l’altra contro una stazione di polizia Nessun gruppo ha invece rivendicato gli incidenti di Casablanca del 14 aprile, in cui dei kamikaze avevano preso di mira, senza successo, il Consolato e il Centro Culturale ...

Editoriale

di Gianni Cipriani
Doppio volto

Cominciamo con una domanda apparentemente banale: cos’è al-Qaida? Continuiamo (e terminiamo) con una risposta apparentemente contraddittoria: è tutto ed è niente. In altri termini, l’organizzazione di Osama Bin Laden e del suo ideologo al-Zawahiri rappresenta certamente una delle principali minacce, se non la principale, di espansione globale del terrorismo. Ma, nello stesso tempo, ha finito con il diventare la “foglia di fico” con la quale giustificare ogni cosa in nome della lotta al terrorismo indipendentemente dal suo reale coinvolgimento. Quindi, si potrebbe tranquillamente dire, al-Qaida è una realtà e nello stesso tempo è un alibi; è una grave minaccia, ....

Focus

di Irene Panozzo
Al-Qaida in Africa

Gli attacchi terroristici che il 10 e l’11 aprile 2007 hanno insanguinato rispettivamente Casablanca e Algeri hanno riportato in evidenza nei dibattiti sul terrorismo internazionale la questione della presenza di al-Qa’ida in Africa, innanzitutto nella sua parte settentrionale, in quei paesi ancora parte del mondo arabo che si affacciano sul Mediterraneo, a partire proprio da Marocco e Algeria. Da anni però studiosi, analisti e governi guardano con crescente

Focus

di Javier Jordán
Al-Qaida nel Maghreb

Cosa sta accadendo nel Maghreb? E’ il minimo che bisogna chiedersi dopo i tragici episodi degli ultimi giorni: la spettacolare operazione di polizia, avvenuta a Casablanca nel corso del pomeriggio e la notte del 10 aprile (costata la vita ad un poliziotto e quattro terroristi suicidi) e il massacro terroristico del giorno seguente in Algeria.
La risposta è la seguente: il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc) sta riacquisendo vigore grazie alla sua evoluzione in al-Qaida nel Maghreb. In questa breve analisi si commenta in primo luogo il significato di detta trasformazione e, inoltre, sono elencate le conseguenze che essa comporta. Cambio di nome e strategia

Saggi

di Maurizio Simoncelli
Il nucleare iraniano


La questione del nucleare iraniano va diventando il nuovo grande problema internazionale, mentre la vicenda irachena – tutt’altro che risolta – appare progressivamente perdere di rilevanza, nonostante la feroce guerra civile che ne sta segnando ormai la cronaca quotidiana.
Eppure, la scelta del governo iraniano presieduto da Ahmadinejad di voler realizzare un sistema energetico misto basato anche sul nucleare, quindi ufficialmente a scopi solamente pacifici, sta allarmando gli Stati Uniti, i loro alleati

Saggi

di Letizia Cinti
Private military companies

Le private military companies sono società private che offrono servizi di tipo militare e legati alla sicurezza nel mercato internazionale le quali hanno avuto una notevole espansione soprattutto a partire dai primi anni ’90 . Tra le ragioni del loro sviluppo, vi sono il riassestamento di forze che gli Stati, soprattutto quelli occidentali e la ex Unione Sovietica, hanno compiuto e il conseguente e-levato numero di manodopera militare specializzata che si è trovata non più inquadrata nelle struttu-re statali nonché il contesto di crescente esternalizzazione di alcune funzioni tradizionalmente di prerogativa statale avvenuto all’interno degli Stati (cd. processo di “outsourcing”). È consueto di-stinguere le compagnie militari private in due categorie: le private security firms, cioè quelle società che offrono personale più strettamente specializzato nel fornire servizi legati alla messa in sicurez-za e alla protezione di persone o luoghi (ad esempio Capi di Stato e ambasciate); e le

Saggi

di Guido Salvini
Valori, prospettive e incertezze
per la carta dei valori

Il 23 aprile 2007 il Ministro dell’Interno Giuliano Amato ha presentato ufficialmente il testo della Carta dei Valori elaborata dopo sei mesi di lavoro da un Comitato Scientifico presieduto dal Prof. Carlo Cardia .
La Carta, nelle intenzioni del Ministro, pur non avendo valore vincolante in quanto non è un atto normativo, avrà la funzione di accompagnare il processo di integrazione e il percorso verso al cittadinanza degli immigrati fissando principi condivisi e valori per tutti coloro, di qualsiasi comunità etnica o religiosa, che intendono risiedere stabilmente in Italia.

Equilibri

Di José Sanmartín
Infanzia e violenza

Dieci anni fa in Spagna è stato fondato il Centro Reina Sofía per lo Studio della Violenza, che da allora ho l’onore di dirigere. Il suo obiettivo era e continua ad essere l’analisi scientifica delle radici biologiche, psicologiche e sociali della violenza. Effettua inoltre ricerche su alcuni tipi di violenza e, in particolare, sulla violenza di genere, la violenza sugli anziani, la violenza sui bambini, la delinquenza ultraviolenta e il terrorismo.
Questo tipo di ricerche è lungi dall’essere glamour. Sarebbe bello, dieci anni fa come oggi, poter parlare in positivo di un’educazione per la pace. Il Centro Reina Sofía ha invece scelto il terreno paludoso della ricerca sul perché della violenza. E non perché crediamo nel motto latino “se vuoi la pace, prepara la guerra”. Anzi. Ispirati al più profondo pacifismo, lavoriamo partendo dall’idea che “se vuoi la pace, cerca di conoscere il perché della guerra”, coscienti del fatto che la violenza non si limita ad arrecare danno a determinate persone o gruppi, ma sgretola le fondamenta stesse della società. Stavo per dire “della società del nostro tempo”,

Equilibri

Di Enrique Rodríguez
Pornografia infantile su Internet

Nel 1995 i responsabili del Commissariato Generale di Polizia Giudiziaria, del Corpo Nazionale di Polizia, di fronte agli usi che si cominciavano a fare di Internet per la messa in atto di determinati atti delittuosi, hanno creduto fosse necessaria l’istituzione di un gruppo operativo specifico – oggi conosciuto come la Brigata di Indagini Tecnologiche (BIT). Questo gruppo operativo aveva il compito di stabilire i punti di partenza necessari per l’indagine di quei delitti lesivi della libertà e immunità sessuale perpetrati per mezzo delle Tecnologie dell’Informazione e delle

Equilibri

di Alcinda Honwana
I bambini soldato

Introduzione
Mi sono unito all’EPLS quando avevo tredici anni. Sono di Bahr Al Ghazal. Mi hanno congedato nel 2001 e mi hanno portato a Rumbek, senza darmi, però, documenti di congedo. Adesso, sono intrappolato qui perché la mia famiglia è morta in un attacco del governo e perché l’ EPLS vuole reclutarmi di nuovo. Ogni tanto mi chiedo perché non ritorno all’ EPLS: la metà dei miei amici lo ha fatto e sembrano stare meglio di me.
Da qualche decennio la questione della partecipazione dei bambini soldato ai conflitti armati ha attirato l’attenzione del mondo. Le immagini di bambini che impugnano armi e portano munizioni appaiono sugli schermi dei televisori e sulle copertine dei periodici. Meno frequenti ma ugualmente inquietanti sono i reportage su bambine che sono obbligate a lavorare per gruppi militari. Un numero di bambini senza precedenti è stato implicato nella guerra come partecipanti attivi. Molti combattono perché li obbligano, altri spinti dalla povertà e dallo stato di crisi nel quale si trovano le loro comunità e altri ancora sedotti da .

Documenti

Seconda posizione

Il documento che pubblichiamo, datato febbraio 2001, è stato rinvenuto nel corso delle perquisizioni che si sono svolte nell'ambito dell'inchiesta sul Partito comunista politico-militare (con quindici arresti lo scorso febbraio), che aveva come suo bollettino teorico la rivista “Aurora”. Si tratta di un testo ad uso interno di grande interesse nel quale sono delineate le fasi politiche e operative per costruire l'organizzazione clandestina rivoluzionaria che avrebbe dovuto promuovere un'azione politica e militare.

Documenti

Bugie, Intelligence che depista

In questa sezione vengono presentati ampi stralci del documento diffuso il 9 febbraio 2007 dall’Ispettore generale del Dipartimento
della difesa Usa; nel documento si analizza la condotta tenuta dall’ufficio
del Sottosegretario alla Difesa per le strategie politiche in relazione ad operazioni precedenti la guerra in Iraq, per stabilire se siano state esercitate attività di intelligence non autorizzate, illegali o improprie.
LE INCHIESTE PRECEDENTI
Il 7 luglio del 2004, la Commissione scelta del Senato sui dati di intelligence
ha rilasciato un rapporto segretato dal titolo “Rapporto sulle valutazioni prebelliche riguardanti l’Iraq, elaborate dalla Comunità di intelligence degli Stati Uniti”, nel quale esponeva giudizi critici in merito
ai risultati formulati. Nella conclusione del rapporto si rilevava anche come “gli operatori della Comunità di Intelligence, dopo l’11 settembre, non hanno garantito

 
 

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