Gabriella
Pagliani
Docente universitaria
Contractor
I “predatori della guerra”
Oggi preferiscono chiamarsi contractor. In una società
sempre piùmercantile e privatistica il contratto
legittima ogni cosa. E diventa la Bibbia del loro
lavoro. Essi siconsiderano professionisti o consulenti
armati, operatori o addetti alla sicurezza, soldati
di ventura o semplicemente mercenari del nostro tempo.
Tali defi nizioni lasciano aperta una vasta gamma
di opportunità in cui possono inserirsi guardie
del corpo, ausiliari, incaricati di protezione ai
convogli, sentinelle di installazioni civili, specialisti
di intelligence, in interrogatori, in forniture di
servizi logistici e azioni di combattimento. Molti
di essi provengono da reparti speciali dell’esercito
o servizi segreti che lasciano ...[segue]
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Gianni
Cipriani
Direttore del Cesint
Soldati di ventura
Milizie private o compagnie militari private o compagnie
di sicurezza private. Chiamiamoli come vogliamo e leggiamo
questo fenomeno alla luce della legislazione internazionale
o di quella nazionale e il risultato non cambia: c’è
un processo di privatizzazione della guerra e della
gestione della sicurezza nelle aree di crisi che è
parte integrante del profondo mutamento del concetto
stesso di guerra, così diversa da quella combattuta
dagli eserciti regolari nei campi di battaglia. Se si
tratti di una involuzione o di una innovazione dettata
dalla “modernità” non è difficile
dire: la privatizzazione della guerra e della sicurezza
rappresenta una involuzione che ci riporta direttamente
ai tempi dei Lanzichenecchi e dei Corsari, al diritto
di saccheggio, alla libertà di violare le regole
e ...[segue] |
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Giuseppe
Leotta
Sostituto procuratore militare
Civilian contractor
L’inquadramento giuridico del “nuovo
mercenariato”: profili di responsabilità
penale
Nel corso degli ultimi anni il proliferare delle esperienze
di missioni internazionali di Pso (Peace support operations1:
peace- keeping, peace-enforcement e peace-building2)
hanno posto agli interpreti e agli operatori della diplomazia
e del diritto internazionale molteplici questioni interpretative
e applicative in materia di normative vigenti. La questione
appare ovviamente complicata quando si tratta di vicende
che comportano responsabilità di tipo penale,
atteso che il diritto ...[segue] |
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Guido
Salvini
Magistrato
Il diritto incerto
L’esperienza italiana nel settore della
sicurezza internazionale e risvolti nella normativa
interna
Il rapimento in Iraq nell’aprile 2004 di quattro
“operatori della sicurezza” italiani seguito
dall’assassinio di uno di essi, Fabrizio Quattrocchi,
e l’indagine per il reato di “arruolamento
illegale” avviata dalla Procura di Bari nei
confronti dei responsabili della società Presidium
corporation che li aveva reclutati, hanno riportato,
nel contesto di una sempre più massiccia presenza
di compagnie militari private non solo in Iraq ma
in molte altre zone sensibili, l’attenzione
dell’opinione pubblica e anche dei giuristi
sul fenomeno nel mercenariato o meglio del nuovo mercenariato.
Un’attenzione che a qualche anno fa sembrava
spenta, dopo la conclusione, soprattutto in Africa,
del fenomeno della decolonizzazione segnato negli
anni Sessanta dalle interferenze di bande di militari
irregolari. In realtà, come spesso avviene
quando fatti di cronaca hanno un forte impatto mediatico,
notizie e commenti giornalistici sull’argomento
hanno prodotto una notevole confusione terminologica
e metodologica ...[segue]
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Massimo
Zaurrini
Giornalista
Il discount dei legionari
I paesi poveri costituiscono un ampio e prezioso
bacino di combattenti a basso prezzo
Vengono dalle isole Fiji, dall’Uganda, dal Perù,
dal Kenya e dal Cile e da moltissimi paesi del Sud del
Mondo: sono i “contractors” che lavorano
in Iraq ingrossando le fi le di quella sorta di “Legione
Straniera” privata che ormai rappresenta la seconda
forza belligerante nel paese, dopo l’esercito
statunitense. Attirati da promesse di stipendi elevati
rispetto agli standard della nazione di provenienza,
a volta imbrogliati, questi militari, ex-militari e
poliziotti rappresentano il grosso della truppa impiegata
per le strade di Baghdad, di Mossul, di Bassora o di
Tikrit dalle numerose aziende private di sicurezza.
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Luigi
De Ficchy
Magistrato
Nuovi schiavi
Un fenomeno nelle mani della criminalità
transnazionale
Secondo un rapporto sul Traffiking del Dipartimento
di Stato Usa, relativo all’anno 2005, nel mondo
vengono trafficate ogni anno circa 800.000 persone e
il giro di affari relativo ammonta a 9,5 miliardi di
dollari l’anno. La tratta è in allarmante
crescita a causa degli enormi profitti per i trafficanti,
dei pochi rischi e delle rare condanne loro inflitte,
della condizione sociale della donna. Si tratta di un
fenomeno criminale di ampia portata, legato a organizzazioni
transnazionali che gestiscono sia le rotte delle persone
“trafficate” sia le concrete modalità
operative funzionali al raggiungimento degli scopi illeciti.
Il mercato più florido è quello legato
allo sfruttamento della prostituzione femminile e minorile,
ma altrettanto redditizio è la destinazione del
“trafficato” come manodopera nel lavoro
nero e all’accattonaggio. La peculiarità
del fenomeno è rappresentata dalla estrema variabilità
delle sue concrete forme di manifestazione nonché
dalle diverse articolazioni che la struttura criminale
assume nei vari territori di “destinazione finale”
e dalle sinergie con organizzazioni o soggetti criminali,
di tipo mafioso e non, operanti in detti territori.
A solo titolo di esempio basterà ricordare la
pluralità delle organizzazioni che gestiscono
il traffico, la diversità delle etnie dei soggetti
passivi, la presenza nelle regioni di destinazione di
strutture criminali storicamente radicate nel territorio
o di criminalità straniera. ...[segue] |
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Isaac
Barbero
Docente
Intelligence e economia
L’informazione e la comunicazione sono elementi
indispensabili per lo sviluppo delle imprese private
In Europa, l’espressione “intelligence
economica” comparve per la prima volta nel 1994
nel rapporto Intelligence economia e strategia d’impresa,
redatto in Francia da un gruppo di lavoro presieduto
da Henri Martre su incarico del Commissariato generale
del progetto. Il rapporto individuava nella situazione
francese tre punti deboli fondamentali: a) l’informazione
economica veniva effettuata da e per lo Stato; b)
l’intelligence economica interessava essenzialmente
imprese pubbliche su scala statale; c) la mancanza
di coordinamento all’interno del sistema. Parallelamente,
venivano indicate quattro linee guida su cui lavorare:
a) la diffusione della pratica dell’intelligence
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Luís
De La Corte
Docente
Enclave jihadista
Ceuta e Melilla, luoghi di transito verso Spagna
ed Europa ma anche ideali basi logistiche per i gruppi
organizzati del terrorismo islamico che operano nel
nord Africa
Tra la fi ne del 2006 e l’inizio del 2007 una
serie di informazioni e analisi indicavano la città
di Ceuta come scenario di attività jihadista
e come possibile obbiettivo di attentati. Questi dati
provengono innanzitutto da alcuni recenti comunicati
jihadisti che citano Ceuta e Melilla, da un’operazione
di polizia messa in atto a Ceuta nei confronti di
un gruppo di estremisti islamici durante gli ultimi
mesi del 2006, e da alcune informazioni inerenti gli
attacchi terroristici perpetrati in Marocco tra il
marzo e l’aprile del 2007 (terminati con la
morte per suicidio di quattro terroristi e numerosi
feriti). Oltre a coincidere con la tendenza all’allarmismo
che caratterizza la maggior parte delle notizie della
stampa nazionale sulle due città spagnole del
Nord Africa, le informazioni sopraindicate sembrano
aver influito in modo considerevole sulla percezione
che la popolazione spagnola ha della minaccia terroristica.
Così, in base ad alcuni dati estratti dall’ultimo
Brie (Barómetro del Real Istituto Elcano),
risalenti al dicembre del 2006, il 71,6% degli spagnoli
intervistati defi niva “importanti” o
“molto importanti” le notizie apparse
nello stesso mese su possibili attentati contro obiettivi
spagnoli per rivendicare la sovranità di Ceuta
e Melilla. In base ai pareri espressi sul terrorismo
islamico raccolti da vari Brie, le valutazioni sociali
sul grado di minaccia hanno subito poche oscillazioni
nel periodo ...[segue]
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I guerrieri
Il caso Blackwater
l primo ottobre del 2007, il Comitato per la
sorveglianza e le riforme governative degli Stati
Uniti ha ricevuto dai Membri di maggioranza un memorandum
sulle forze Blackwater (una delle principali compagnie
private operanti nel settore della sicurezza in Iraq),
redatto in seguito al consistente numero di scontri
a fuoco in cui questa compagnia è stata coinvolta.
La relazione prende anche in esame le conseguenti
misure adottate dal Dipartimento di Stato nei confronti
della Blackwater e, in ultima analisi, si interroga
sull’onere fiscale che i contribuenti americani
devono sostenere per finanziare queste compagnie.
I contratti federali della
Blackwater
La compagnia Blackwater, con sede a Moyock,
nel North Carolina, è stata creata nel 1997
e da allora ha conosciuto uno sviluppo tale da diventare
uno dei maggiori fornitori di servizi militari privati
(addetti alla sicurezza personale, servizi di addestramento
militare, supporto aereo, servizi K-9 e mezzi corazzati).
Prima della guerra in Iraq, la compagnia si occupava
principalmente di corsi di addestramento di law enforcement
e personale militare; negli ultimi anni, invece, ha
ampliato e diversificato la propria area di intervento,
entrando anche nel settore dei contratti militari
privati. Con l’Amministrazione Bush, e in particolare
...[segue]
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